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Pierluigi Vasapolli
“Danze minimali”
Cd (Arx Collana)
Contatto: www.arxcollana.com
“L’uomo incontrerà il destino e in quella notte, intensa e profonda, si esibirà, con lui, in una danza antica.”
Parlare di un disco di questa caratura regala uno strano senso di piacere: il gusto di poter mettere sulla carta le sensazioni scaturite da quanto evocato in musica assieme ad un certo grado di imbarazzo: il timore di non riuscire a mettere effettivamente a fuoco il valore e le rare qualità che queste “Danze minimali” sono in grado di regalare ai nostri sensi.
Il tema del viaggio scivola a cascata lungo le melodie per pianoforte che ci accompagnano a partire da “Preghiera” fino al brano di chiusura intitolato “Ultimo volo”. Un concentrato di emozione dove il vortice di un lavoro pianistico solista riesce dove un’intera orchestra potrebbe fallire: escursioni minimali, pulsanti di vita e di lucida armonia. Musica in grado di dipingere semplici quanto intensi itinerari della mente attraverso un insieme di profondi equilibri e sottili tensioni dell’anima. Un torrente che non trova sosta, un cammino perpetuo verso la redenzione, verso uno sbocco sul mare, verso la meta promessa.  (M.Rot)

VV.AA.
Circolo della Vela – vol. 1
“Avanti si vada!”
Cd (Cerchio1)
Pacchetto anonimo, un compact avaro di note e/o indi(riz)zi di sorta, un manifesto che è tutto un programma (e viceversa) con quindici gruppi pronti a dire la loro. E allora, benvenuti.
Qui dentro c’è proprio di tutto, ma cerchiamo, tentiamo, in qualche modo di scindere i singoli ingredienti dell’occulta raccolta con l’intenzione (neppure troppo velata) di rendere di pubblico dominio la formula magica di questo cocktail élitario le cui essenze stanno già solleticando le papille gustative dei gentili lettori:
venti di guerra (Folkvang – “Una bara d’acciaio”);
polveri sospese (Bohemien – “Tra specchi”);
amari ricordi (Ain Soph – “Gli amanti tristi” … prima dell’Aurora);
cuori a rovescio (La Dolce Victima – “Colpo rovente / Corpo rovente”);
cupi presagi (In Vitro Test – “L’age du Triangle d’Or”);
voci all’imbrunire (KZ9 – “Liebeskampf”);
vuota propaganda (Rapid Action Brigade – “Freedom agenda”);
argilla sonica (DBPIT – “Bekydance”);
sintomi di follia circolare (The Space Vampires – “Paranoia”)…
Continuiamo? Bene, ecco ancora un po’ di spezie pronte a condire il nostro luminescente bibitone:
scivoli onirici (Mushroom’s Patience – “Il ballo silente”);
schegge effervescenti (XP8 – “Ephedra”);
respiri materni (Der Feuerkreiner – “Der lattenzaun”);
spiriti assorti (Inner Glory – “Divine wounds”);
orgasmi alcolici (Spiritual Front – “Her favorite confidential destroyer”);
e per finire, una buona dose di fratture rituali (Foresta di Ferro – “Bury me standing”).
Ci siamo. Tutti.
Agitate con fare energico per poi lasciare il tutto a riposo almeno un quarto d’ora. Non appena pronto il cocktail di mezzanotte acquisterà un colorito rosso intenso con leggeri riflessi d’arancio. Al naso esprimerà corpose sensazioni fruttate miste a delicati richiami di tabacco e liquirizia in polvere. Dopo un primo assaggio in bocca risuoneranno vaghi echi di mandorla, limoncello frizzante e perverse vampate di amarena selvatica. Di eccellente persistenza aromatica difficilmente potrete ignorare il suo delicato retrogusto, reso compatto (marmoreo oserei dire) da vigorosi fumi alcolici mischiati ad intense fragranze tropicali.
L’alternativa sonica si concretizza quindi in liquide armonie ad incrocio traverso al fine di esorcizzare il male del mondo attraverso una sana bevuta in buona compagnia. Da consumarsi preferibilmente a bordo del vostro cabinato di fiducia, lontani da folle di improvvisati vacanzieri e grigi tuttologi senza ironia. Si raccomandano piccoli sorsi inframmezzati da rituali sventolii (“uff… che caldo!”) a mezzo di tessera sindacale opportunamente plastificata mentre all’orizzonte si profilano solleticanti dimostrazioni di dissenso diffuso miste ad eccitanti girotondi assemblati su moduli di resistenza ad eiaculazione precoce.
Giunti ormai a fondo bicchiere ancora fantastichiamo (recidivi, eh?) sulla Lacoste nuova fiammante che potremo virilmente sfoggiare in occasione delle prossime assemblee programmatiche. E allora, tutti pronti al nuovo tesseramento?
(M. Rot)

VV.AA.
“Jeringas presenta: Emilio T. Espejo”
Cd (L.A.F. Org.)
Contatto: giuliani70@libero.it
L’idea di una fantomatica colonna sonora d’accompagnamento per letture più o meno scabrose non è certo una novità assoluta, ma qui non stiamo a sindacare sull’originalità del progetto quanto sull’effettiva validità di una simile proposta. E’ questo, in definitiva, quello che conta.
Ci troviamo quindi di fronte ad una raccolta su cd-r serigrafato in edizione limitata contenente un’ottima dose di elettronica deviata tutta nostrana senza alcuna concessione verso proposte d’oltre confine.
Nomi ben conosciuti tra gli addetti ai lavori: Atrax Morgue, Murder Corporation, N., Teatro Satanico Charles Manson e poi Lunus, Cupio Dissolvi, Progetto Morte, insomma niente male.
Se da un lato il testo che accompagna il compact non mi ha particolarmente entusiasmato (sarà per via delle mie inclinazioni salutiste?) d’altra parte la raccolta assemblata per l’occasione mi ha trovato perfettamente in linea con le scelte operate. E questo dalla A alla Z.
La selezione di brani, per quanto diversi siano stati già editi su lavori precedenti, risulta estremamente valida, un’ottima miscela di elettronica letale in grado di soddisfare anche i gusti più perversi e/o intransigenti. Partendo dal morboso minimalismo di Progetto Morte fino alle seducenti aggressioni modulari di Murder Corporation attraverso i deliri del Teatro Satanico C.M. e le ottime sferzate di abrasivo industriale di N. non sembra esserci un solo attimo di respiro.
Un’antologia del dolore quotidiano in grado di varcare la soglia dell’ordinario andando ad aggredire anche le ultime certezze lasciate in piedi tra le rovine del presente. Davvero un buon lavoro. A quando la prossima festa?
(M. Rot)

VV.AA.
“Transmissions of hatred”
Cd (Open Wound)
Contatto: openwound@btinternet.com
La precedente raccolta intitolata “Transmissions of power” ci aveva lasciato dei buoni frutti (soprattutto per quanto riguarda il lavoro di Survival Unit ed il live a New York di Mike Dando) ed ora, dopo un periodo di silenzio nemmeno troppo lungo, queste “Transmissions of hatred” tornano a colpire giù duro con quindici contributi di tutto rispetto e grazie soprattutto alla presenza di diverse figure illustri della scena power-electronics mondiale. Facciamo un po’ di nomi? E allora eccoli: Survival Unit, Ex.Order, Slogun, Death Pact International, Operation Cleansweep, Grey Wolves, Genocide Organ… devo continuare? L’intro ed il semi-outro (nel senso che non va a chiudere la raccolta, ma quasi) frutto del sodalizio tra Survival Unit ed i Grey Wolves intitolato “Now the war is coming” è pesante, d’atmosfera, in una parola eccellente. Gli Ex.Order ci regalano con una registrazione live della loro “Force 77” in parte resa più ricca e potente rispetto alla versione studio presente su “The infernal age”. Il progetto italiano chiamato Artificial Stomach a dispetto di un nome davvero triste (passi per CazzoDio, ma qui mi sembra di assistere ad una vera e propria fregatura) presenta un lavoro davvero interessante, ricco di modulazioni ed aggressive schegge sonore, mentre a livello tematico mi sembra ci sia bisogno di una marcia in più verso approdi più chiari e (possibilmente) originali, insomma, per dirla tutta: basta con questa misoginia della domenica, basta!
Slogun prende e devasta con una violenza in grado di vantare ben pochi altri concorrenti: “Show me again” ha il suono di una montagna di fuoco e metallo che collassa su se stessa mentre la voce di John urla e attacca come un animale in gabbia. Uno dei pezzi migliori di tutta la raccolta. I lavori di Antichild League, Death Pact International, Skincrime e Streicher non risaltano ma si fanno ascoltare, soprattutto D.P.I. riesce ad incontrare i miei gusti anche se non si toccano le vette dell’’ottimo “Resistance – operation stay behind” apparso su “Psychic wolves ov Midgard” dell’americana Strength Through Joy.
Stalker da vita ad una piccola magia di crescendo emozionale con campionamenti azzeccati ed un’ottima atmosfera di contorno. Non mi convincono appieno, almeno in questa sede, gli Operation Cleansweep che con “Tarpat” sembrano non riuscire a decollare come dovrebbero. Barrikad e Kraang svolgono con solerzia ma senza eccessivi clamori il loro operato mentre i Genocide Organ restano a galla con un buon lavoro di power noise sostanzialmente calma, lineare, quasi d’atmosfera. A chiudere la raccolta ci pensa il nostrano Wertham con un’ottima traccia di noise granitica e controllata, buona la voce e particolare l’atmosfera per un lavoro che raggiunge appieno la sua meta. Che dire di più? Edizione limitata e numerata con incluso libretto da trincea ed una buona dose di elettronica pesante da assaporare in perfetta solitudine. Ascolto consigliato, tenendo però conto che, nel caso abbiate già preso la precedente “Transmissions of power”, l’acquisto di questo secondo volume diventa praticamente obbligatorio. (M. Rot)
 
 


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