Il caso Death in June
                                         “Quanto ci mette un uomo a capire
                                  che non deve,
                                    non può volere ciò che vuole?”

                                   Uncle Bill


 
 

Death in June rappresenta la poetica dell’ incertezza, The March of the Loneliness della musica.

Douglas Pearce.

Il ritratto di un uomo solo in terra straniera. 1

Riservato come un Scott Walker del presente, oppure se preferite, solitario come un Nick Drake del passato.

Death in June l’ inizio e la fine del ciclo.

Europa the Gates of Hell.

Giugno uno dei periodi più oscuri della storia, la salita al potere del nazismo. 2

Giugno lo sbarco in Normandia degli alleati.

In mezzo la nostra storia.

Il Totenkopf gigantesca icona posta in risalto sulla copertina di “The Guilty Have no Pride”.

“The ‘DEATH IN JUNE’ Totenkopf 6 logo was a simple bringing together of symbols. The Totenkopf is obviously representative of ‘Death’ and the 6 is for June, the 6th month.
The Death’s Head used is the one adopted by the SS and it is used for the same reasons as they used it. It shows total commitment. And it tells our enemies that they will not tolerated.
Today, to be dignified is to be dirty. To have a spirit __ to be aware of a soul is to be treated like a leper, an outcast.
I look around and there is nothing. Absolutely NOTHING !
We live in a dead society. A society without a heart.”

Un estratto dallo scritto originale di Douglas P. per “The Feverish”, la pubblicazione assemblata a suo tempo dai tipi della Cthulhu Records.

Heaven St. nella versione 12” (SA 29 6 34) ha lo stesso straordinario drumming imponente di Doubts Even Here dei New Order, Death in June dunque sulle orme dei Joy Division ?

In quegli anni, in assoluto il gruppo più importante.

All’epoca Ian Curtis assomigliava a un ladro di emozioni, wanted da tutti per le imitazioni del sabato sera con gli amici.

“Joy Division attrae indissolubilmente, così come il metallo attira su di sé un peso sempre maggiore, il nome del gruppo è stato negli ultimi anni sempre più mitizzato, quasi a voler designare con tale espressione l’inesprimibile.

Un’antica nobiltà aristocratica scomparsa con l’ involuzione del mondo moderno, un film in bianco e nero di Leni Riefenstahl, oppure un romanzo di Pierre Drieu La Rochelle.

Il mito è necessario, il mito crea nuovi uomini.

Musica da ascoltare assolutamente la loro, quale completa espressione del risveglio interiore di anima e spirito.

Mentre nelle gestualità schizofreniche del cantato, v’è lo sfogo amaro del corpo, che non appena cesserà di mantenersi bello come quando è stato creato, verrà  subito castigato.” 3

“Da ragazzo ho giurato a me stesso di restar fedele alla mia giovinezza:
  un giorno ho cercato di mantenere la parola.”

                                                                      P.D. La Rochelle, “Récit secret”

“Our distant youth
  Like flowers bloom
  State Laughter
  For all of you
  But, the petal fall
  The petals falls”

State Laughter le visioni stralunate di Patrick Leagas sulla fine della gioventù tradotte in musica.

“No comment. Ognuno la legge e la sente come vuole.
  Poiché ha a che fare con viaggi personali, interni.”

Da un’intervista apparsa su Rockerilla censurata dalle strisce nere.

“They’re making the last film
  They say it’s the best
  And we all helped make it
  It’s called the Death of the West”

La proiezione dell’ ultimo film è finita da tempo, e non è piaciuta a nessuno, adesso nostro malgrado siamo arrivati ai cartoni animati.

The Death of the West l’ ultima composizione di Tony Wakeford prima della sua dipartita.

Sol Invictus tra i primi a rifarsi ai valori della tradizione, ricorderò sempre quei versi nostalgici “On ancient stones, on misty moors/Are carved the names of those came before” da “A Ship is Burning”.

Ed è proprio fuoco ardente quello che brucia sotto le ceneri della sua musica, con quella spiritualità tipicamente europea che tanto ci piace ricordare, anche se ora l’Europa è solo un’ombra in fiamme.

Risorgere !

Per vivere l’eterno ritorno di Nietzsche, prima bisogna che si compia la tragedia.

“L’Europa è un museo morto.”

                                            William Gibson, “New Rose Hotel”

“Into the darkness
  Into the darkness
  The bodies collapsed
  Swollen with gas”

She Said Destroy, Nada !

Una cartolina senza ritorno dall’inferno dei campi di concentramento, dove le persone scompaiono per sempre dalla vista degli altri, come chi si lancia dal trampolino di una piscina, affogare nel nulla, un abisso che trascina, una macina di Dio appesa al collo, un deserto, la morte come calamita, donne, uomini, bambini, vedendo la gioia mostrarsi nei loro occhi. 4

“Ho osservato una lumaca strisciare lungo il filo di un rasoio.
  Questo è il mio sogno, il mio incubo: strisciare, scivolare lungo il filo di un rasoio e
  sopprimere …….”

                                            Kurtz dai dialoghi di Apocalypse Now 5

Klaus Barbie the Butcher of Lyon.

The Great Executor.

“Où est Klaus Barbie
  Où est Klaus Barbie
  Il est dans le coeur
  Il est dans le coeur noir
  ……………………….
  Liberté c’est un reve”

E’ forse lo stesso “cuore nero” di cui cantano fieri gli Ain Soph in “Aurora” ?

Ain Soph il gruppo romano che fece quel disco che convergeva sull’asse Evola-Buscaglione.

Enrico Chiarparin nel ritratto del picture disc di Nada ! lo ha umanizzato, sembra quasi di vedere Angelo Bergamini dei Kirlian Camera da vecchio.

Peter Sotos in Pure lo ha santificato.

St. Klaus Holocaust.

Per finire, sapete tutti nevvero qual’è  la bambola preferita di Boyd Rice?

Domande per un’intervista senza le risposte:

- “Our best friends lives in South America”, allora perché Douglas P. è andato a vivere in Australia?

- Se Joseph Conrad ha scritto “All Europe contributed to the making of Kurtz”, la questione è “Quanto l’Europa ha contribuito alla formazione della conflittualità culturale della Morte in Giugno?”

- Alla luce del recente conflitto nei Balcani, si può ancora considerare la guerra espressione di volontà di potenza?

“The will to power
  The will to war
  We are the ruins
  We are the world’s incendiaries”

  The Torture Garden

Rainer Fassbinder, Dick Bogarde, Jean Genet, e le teste mozzate di Yukio Mishima e Masakatsu Morita, fragili soprammobili posti uno accanto all’altro, fotografati così per i posteri. 6

“Vengo da una famiglia della upper class di Baltimora, mio nonno era un grande architetto, mio padre è avvocato e, quando mi sono laureato a Yale, mi ha mandato a fare pratica per due anni in Giappone.
Parlo il giapponese, conosco l’estremismo della ‘cultura’ nipponica, che si è in parte trasferito in tanti giovani di oggi, a volte senza ‘nobiltà’ ”.

                                                                                                  Edward Norton periodo Fight Club

L’Erotismo della mimetica, sovrapposizione colorata di macchie di liquido seminale.

Indossata in ogni luogo e occasione, come un preservativo per proteggersi dalla gente.

Un totenkopf fatto su misura, da mostrare agli altri come segno di riconoscimento.

Achtung !

“Gli occhi umani non sopportano né il sole, né il coito, né il cadavere, né l’oscurità, ma con reazioni differenti.”

                                                                                                    Georges Bataille, “L’Ano solare”

La violenza delle uccisioni, consumare un’orgia con il sangue, la trasgressione nelle passioni.

Una “strenght through joy” sessuale.

Risposta di Douglas P. ai suoi fans:

- Sidney è dopo San Francisco la città a più alta densità di popolazione gay.

Come direbbe James Ellroy, attenzione edizione straordinaria, rivelazioni clamorose e solo qui da noi !

Douglas P. ha scopato George Michael fino a fargli schizzare il sangue dalle orecchie, me l’ha confidato Boyd Rice strafatto di coca. 7

Douglas P. quando me l’ ha sentito raccontare in giro mi ha detto:

Tu mi conosci bene.

Io, sorridendo tra me e me: Boyd non racconta mai bugie, lo sai anche tu.

Adesso leccami i coglioni.

Tipico humour di basso livello.

Douglas P. apre sempre i suoi concerti con la maschera, Scott Walker ha cantato con gli occhi chiusi e la testa abbassata “Rosary” durante la promozione televisiva di “Tilt”.

Perché tutte queste umiliazioni pubbliche?

Douglas P. indossa la maschera dell’ odio per nascondere anche lui come Takeshi Kitano lo sguardo che uccide?

Beat Takeshi Kitano esprime subito a prima vista odio per tutto quello che tocca.

Odiare e non amare, è la nuova regola del Fight Club.

Odio la morte in giugno.

“Suffocate !
  In our shroud of regrets
  Where wars of idealism
  Are fought and lost
  To the bitter angels of our nature”

Death of a man.

Fallimento, sconfitta, impotenza, paralisi dell’ uomo moderno.

Sensazioni, sentimenti, sbandamenti, sguardi che conosco molto bene.

Queste assenze ci rivelano le sue/nostre sconfitte. 8

“I vampiri sono fortunati, si nutrono degli esseri che trovano, noi invece divoriamo noi stessi, dobbiamo mangiare le nostre gambe per trovare la forza di camminare, dobbiamo arrivare per poter andare via, dobbiamo succhiarci fino in fondo, dobbiamo divorarci da soli, finché non ci resta nient’ altro che la fame, noi diamo, diamo, diamo come pazzi,  non credo che tutto questo abbia senso, non significa niente ………..”

                                                                                                Abel Ferrara, “The Bad Lieutenant”

Death in June rifiuta la superficialità nella comunicazione della sua musica.

Il racconto diventa subito drammatico, si erge a soggetto assoluto.

Assolutamente reale.

Death in June traccia un’ ipotetica shadow line su di un confine invisibile (wilderness) che alla fine del suo percorso diventa irrimediabilmente death line.

Cosa c’è al-di-là dell’autodistruzione?

Quale insuperabile traguardo?

La discesa? La morte? La gioia? L’ Impossibile?

Anche se non siamo nati samurai, Georges Bataille ha scritto “Io sono la gioia dinanzi alla morte” e più avanti ha aggiunto “Sono annientato nella gioia dinanzi alla morte.”

Like a death in june in a mestrual night.

“La mort m’ attend come une vielle fille
  ………………………………………..
  ………………………………………..
  La mort m’ attend comme une princesse
  A l’ enterrement de ma jeunesse
  Pour mieux pleurer le temps qui passe
  ……………………………………….
  ……………………………………….
  Pour mieux rire du temps qui passe”

                                                    Jacques Brel, “La mort”
 

Se “To Die now would be Perfection” Brown Book è sicuramente la perfezione.

Douglas P. volente o nolente, quando stringe il microfono succhia la morte da sé stesso, come un boomerang che ritorna sempre puntuale al suo mittente.

Azzeramento totale delle emozioni, evirazione simbolica della vita.

The Wall of Sacrifice.

Death is a drummer è musica vivisezionata con l’ aggiunta di un sample della Hitler Jugend ….. quel drumming preciso, insistente che rincorre la musica.

Non potere abbandonare il passato.

Douglas P. quando indossa la maschera frantuma la sua immagine moltiplicando le ossessioni.

Beat Takeshi Kitano ci ridicolizza tutti quanti con la sua risata punitiva.

Non é più solo una gag.

Le magnifiche voci off di Michael Moynihan in “The Storm Before the Calm”, di Boyd Rice in “People” e di Douglas P. in “13 Years of Carrion” assumono il carattere dell’ immagine cinematografica in movimento.

Colonne sonore ideali di film mentali, specchi, fotografie, … flash back.

Nel “Portiere di notte” della Cavani, nelle sequenze oniriche dei flash back, si materializzano improvvisamente dal nulla, oscure figure mascherate che suonano per intrattenimento (!).

Charlotte Rampling in tenuta s/m si muove come una marionetta di teatrino, lo sa che se è ancora viva, è solo per un capriccio?

Salomè del III° Reich che balla il tip tap sul patibolo.

“The slaves may serve.”
                                        Alister Crowley, “The Book of the Law”

Linda Lovelace in un’ intervista ha dichiarato “I thank God today that they weren’t making snuff movies back then.”

Anche Charlotte Rampling è stata fortunata, amava dunque per questo Dick Bogarde?

Anche Douglas P. ha promesso di non uccidermi subito.

Amare e non odiare tutto quello che tocchi, è la nuova regola del Fight Club.

Take Care and Control Douglas P. e Albin Julius con le tette al vento, troooppo nudi alla meta, autentici guerrieri ops camerieri di topless bar all’Occidental Congress di Trieste, John Balance troooppo sangue nel mio alcool improbabile barman, John Murphy detto il guercio alla cassa, Boyd Rice messo in castigo davanti alla porta come buttafuori, troooppo the body!

Tutto questo per una sola notte, quella di fine millennio.

Sentito Boyd che voleva fare entrare a tutti i costi una negra, giustificarsi così:

“Mai stato razzista per la figa!”

Sentito Douglas minacciare Boyd:

“Ti succhio la merda dal culo!!”

Io sinceramente vorrei essere altrove.

Mio malgrado, cerco di consolare al meglio Boyd:

“Boyd non si può fare. Io ti capisco, non posso dire che non ti capisco, se ti capisco!
  Ma non si può, credimi?!”

Lui:

“Ma era Naomi Campbell!!”

Io grido un gigantesco …. Nooooohhhhh!!!!!

E sbatto ripetutamente il cazzo sul marciapiede!

Ma ecco che arriva Mr. Genocide Organ l’ ultimo della banda, che viene immediatamente salutato a suon di coppini e saluti romani.

Io e Genocide ci intendiamo bene, la prima volta che l’ ho incontrato gli ho detto io tutte le volte che rivedo Der Triumph des Willens sto male, quando vedo tutta quella folla che applaude il Fuhrer e le interminabili parate militari, io ecco, come dire …….  non   riesco  a  capacitarmi, a convincermi che  tutto  questo è   improvvisamente finito - flop - e non ci sarà più!

Perché?!

Wilhelm Herich è visibilmente scosso.

No Wilhelm non reagire così, lo sai che poi ti fa male.

Noi dobbiamo onorare la nostra memoria.

Sempre.

The Honour of Silence.

Appunto.

Ero sempre io che al termine del concerto Der Blutharsch quando Wilhelm si è avvicinato al microfono per chiedere libertà per Pinochet, la prima volta lo ha chiesto in inglese, e nessuno l’ ha capito, gli ho suggerito change the words …. prova con il tedesco, e lui allora lo ha ripetuto, ed  ecco che qualcuno dal fondo della sala si è sbracciato per rispondere, ……. era il solito Depla, l’ unica persona rimasta in sala!

…………………………………………………………………………………………...

Stop!

E’ domenica pomeriggio, sono in casa solo, la stanza dove mi trovo è immersa nel buio, tranne una luce sfuocata che sfida la mia noia chiedendo attenzione, sono sdraiato davanti al televisore e sto guardando un film porno gay tedesco, dallo stereo Teenage Nuremberg, Philip Best e John Murphy accompagnano con le loro distorsioni il rito pagano del fist-fucking.

Quanto ci vorrà ancora prima di finire questa storia?

Non posso più continuare a scrivere perché la mia mente è percorsa da questi pensieri.

Le ossessioni hanno preso il sopravvento.

Sono i momenti peggiori, quando chiudo gli occhi e le svastiche iniziano a danzarmi intorno, e poi improvvisamente si spezzano e mi devastano il volto.

Sempre lo stesso sogno.

Heilige Tod. 9

My name is Drake …………………………………………………... John Drake.
 
 
 
 
 

1. “Uno straniero in terra straniera è nessuno” dal Dracula di Bram Stoker.

2. 30 Giugno 1934 “Operation Hummingbird”.
Ernest Rohm capo delle SA fottuto, con lui Strasser e Von Schleicher.
Il 2 agosto alla morte di Hindenburg, Hitler Fuhrer-Staat del III° Reich.
“Lord of the flies” per oltre un decennio.

3. Da un‘ articolo incompiuto, “Il Crollo dei Giganti”, scritto all’ epoca dal sottoscritto.
 

4. “vedendo la gioia mostrarsi nei loro occhi”  è per Peter Sotos.

5. Per approfondimenti recuperare sul  numero 2 di Helter Skelter lo speciale su Apocalypse Now.

6. La foto è stata  pubblicata a suo tempo su Life, ma è più facilmente rintracciabile su Fifth Path (Issue 3)  e Answer Me (Issue 3/
The first three)

7. Albin Julius mi ha poi raccontato meglio che per onorare il compleanno di Douglas, aveva affittato un panzer per una giornata intera.
Alla sera quando stavano brindando con un vino tedesco, Albin è sceso un attimo in strada per pisciare contro un muro,  e non sa come,  ma si è infilato dentro George Michael, era ubriaco e deve aver scambiato la corrazza per un vespasiano, Douglas, parole di Albin Julius “was like Hannibal Lecter ……” .
Cazzo dico io, brutta storia.
E  tu, ti sei ingelosito ?
Chi, io ?
Non le leggi le mie interviste !
Faccio sempre scrivere che preferisco sniffare la figa.
Sinceramente senza volerti offendere, se ti riferisci a quelle apparse su internet,  ho sempre pensato che erano tutte inventate.
Beh comunque, gli chiedo un po’ deluso, non mi dire che a Douglas piacciono quelli come George Michael.
No,  Douglas preferisce Rupert Everett e non mi ricordo più come si chiama …. il cantante dei Pet Shop Boys, sai, insomma, quelli con la faccia un po' imbronciata alla Rimbaud da giovane.
Ah! Ti ricordi di Another Country, il film ?
E’ quello in cui Rupert Everett alla fine diventa una spia del KGB.
Douglas lo guarda sempre con nostalgia, gli ricorda il periodo dei Crisis,  …… sai i vecchi amici.
Questa volta rido proprio forte.
Faccio per allontanarmi, improvvisamente  mi volto di scatto e lo punto:
Albin dimmi subito contando le dita della mano il nome di almeno cinque attrici famose di quelle super fighe ?!
Lui , allarga le braccia sconcertato dall’ accusa.
Perché non mi credi ?
Io, questo cameratismo mi fa sempre più paura !
Non si può non conoscere Monica Bellucci !

8. “Where am I ?
  In the Village
  What do you want ?
  Information
  Whose side are you on ?
  That would be telling
  We want information
  You won’t get it
  By hook or by crook
  We will
  Who are you ?
  The new Number Two
  Who is Number One ?
  You are Number Six
  I am not a number
  I’m a free man !”

                                          Dalla serie televisiva “The Prisoner”.

9. Der Tod ist keine Losung

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