YOUR KISS - MEDUSA'S TOUCH


With your hair of Flaming Roses
Your Kiss - Medusa's touch
Turn me to a pillar of salt
To Die now would be perfection1


 Autunno. Quella mattina il cielo era plumbeo e l'aria greve sembrava opprimere gli animi delle persone sui viali. Il Giovane camminava di buona lena per la facile salita che conduceva alla piazza, posta sulla sommità del paese. Gli sembrava quasi una scalata verso un monte sacro, ma, giunto sulla cima, Egli non sarebbe stato ripudiato, questa volta, ma accolto come un figlio prediletto che gli eventi, e soprattutto gli uomini del mondo, avevano tenuto lontano dalla sua patria natia. Da qualche giorno pensava a quell'incontro, eppure, ogni istante, ogni singolo pensiero, gli sembrava slegato da quelli vicini. Era come se vivesse per intuizione in un non-tempo, dove la vita era sublimata da Cio-Che-È-Eterno. In quei momenti persino il paesaggio intorno a Lui sembrava cambiare, la desolazione spariva, il cielo tornava terso, dominato da un sole rassicurante e tutto sembrava rifiorire, con una vigoria difficile da trovare nel tempo in cui Egli viveva. Anche le goccioline di una pioggia rarefatta che si addensavano sul suo viso scorrevano via, senza che se ne accorgesse. Varcato l'arco che faceva da soglia all'enorme piazzale non sapeva ancora dove avrebbe incontrato la Ragazza, Colei con cui doveva passare qualche ora discorrendo di cose che agli orecchi del mondo potevano sembrare alquanto futili. Ma, nuovamente guidato, capì che si sarebbe dovuto recare all'ombra della statua dell'Imperatore-A-Cavallo, la quale sembrava chiudere lo spazio aperto della piazza a chi si poneva vicino alla sua protettiva mole. Così fece, e là La trovò.

La Ragazza non era molto alta, ma la sua statura ben s'intonava con la sua figura, regalandole quella perfezione estetica che pare mostrare i tratti dell'anima. Era vestita di scuro e la sua candida pelle, per contrasto, rivelava la sua purezza interiore, fulgida emanazione di una Forma d'altro mondo. Man mano che il Giovane si avvicinava, con passo sostenuto, a quello che gli pareva un fiore sbocciato in una stagione in cui le foglie perdono il loro colore vitale, i particolari diventavano sempre meglio definiti. Quasi ci fosse una cosmica rispondenza fra il pulsare del suo cuore, il crescere della sua emozione e la definizione di quell'immagine. Giunto alla distanza da cui Egli usava proferire il saluto, per Lui il tempo sembrò fermarsi ancora una volta e il suo sguardo gli parve ammaliato dagli splendidi occhi, colore di quel cielo che regnava nel suo cuore. Lo sguardo si portò, quasi irretito, sulla bionda capigliatura della Ragazza. Dal candido viso, impreziosito da quei due lampi d'Infinito, sgorgava una fonte dorata. Quei capelli erano la proiezione di un fuoco sacro, dalle mutevoli fiamme, a tal punto che, per un istante, gli sembrarono vivi. Dopo il breve saluto la Ragazza lo abbracciò, accarezzando in modo affettuoso le sue spalle, un gesto che sapeva quasi di abbandono, come se fra i due avvenisse lo scambio di doni invisibili e celati nei loro cuori. Un momento dopo Lei si scostò quel poco che basta per potergli donare la vista dei suoi splendidi occhi e per far dono a se stessa dell'altrui viso. Lo accarezzò in un modo che sembrava trasformare l'affetto in comunione interiore e posò lievemente le proprie labbra su quelle del Ragazzo. Per Lui sembrava che tutto si fosse ormai fermato per sempre, quell'attimo era diventato eterno. Ma intervenne qualcosa che, pur non frantumando la sacralità di quel momento, regalò a due miserabili vite il nobile ritmo dell'Eternità.

D'un tratto, proprio mentre la Ragazza discostava le proprie labbra, che avevano appena sfiorato quelle del Giovane, i suoi capelli si animarono. Entrarono dolcemente nel corpo del Giovane inondando le sue orecchie e il suo naso. Era come se sentisse della musica celestiale e se respirasse dell'incenso fatato. In un attimo arrivarono al suo cuore e lo fecero a pezzi. Ma, quasi istintivamente, il Giovane aveva afferrato il pugnale che soleva portare nei suoi stivali, come una difesa della propria interiorità in un mondo tanto ostile. Lo conficcò nella schiena della Ragazza, proprio all'altezza del suo organo vitale. Il precedente abbraccio veniva ora riproposto, ma in una stretta mortale, che arrivava addirittura fino al cuore.

Non ci è dato sapere altro. Ora i due corpi giacciono in luoghi molto lontani fra loro, ma, state pur certi, le anime dei due Giovani si erano avvicinate molto. Molto di più dei corpi di tanti amanti del mondo in cui i due vivevano.
 

Ignis Flos

 

Ricevuto mercoledì 11 ottobre 2000
Dedicato a D.
Special thanx to Douglas P.
1 Death In June, "Runes And Men", da "Brown Book" LP, 1987

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