
Tony Wakeford, Trieste
17 ottobre 1997
Tony Wakeford, “il
cavaliere
nero dell’anima” così come l’ha definito Stewart Home
nell’introduzione
al libro “Above us the Sun”(Tursa Press) ha raggiunto Trieste per
regalarci
un concerto immancabile per ogni vero e fedele appassionato della
nostra
scena.
Dopo una data non proprio
fortunata a Roma, ecco che possiamo vedere il leader dei Sol Invictus
anche
in questa “lontana” cittadina che ha potuto approfittare di un simile
evento
solo nel lontano aprile del 1985; quando Douglas P. e Patrick “O’Kill”
Leagas toccarono Trieste in quel primo/ultimo tour dopo il quale
Patrick
avrebbe abbandonato i Death in June lasciando Douglas come unico ed
indiscusso
leader del gruppo.
Un concerto molto sentito,
(e a mio avviso troppo poco pubblicizzato…) ma nonostante tutto, anche
se per tale evento il pubblico non si è riversato “a quintali”,
la serata si è rivelata comunque (o forse soprattutto per questo
motivo) un’esperienza meravigliosa, ricca di un’emozione e
di una magia che solo Wakeford avrebbe potuto ricreare. Una performance
da solista accompagnato da alcuni musicisti nostrani non certo anonimi:
Carlotta Pallottino (ex-Terre di Mezzo), Domenico Nitti
(Iperborea/ex-Terre
di Mezzo) e il celeberrimo Gregorio Bardini (che ha collaborato/
partecipato
ad una marea di progetti, tipo Alio Die, Thelema, Avvoltoi, non ultimo
il suo album autoprodotto “Eurasia” uscito nel 1995, a proposito…auguri
per il matrimonio !!).
I pezzi che Tony Wakeford
ha presentato in veste da solista hanno spaziato da “Believe me”
all’intramontabile
“Death of the West”, fino a toccare gli ultimissimi lavori assieme
all’”Orchestre
Noir” (con una “In Europa” che affiancata dalla stupenda voce di
Carlotta
avrà sicuramente lasciato il segno). “Amongst the Ruins”,
“Fields”,
“Media”…
Tutto procede in maniera
praticamente perfetta, il teatro si dimostra una cornice ideale per il
concerto e gli applausi di un pubblico non certo numeroso, ma molto
motivato,
con il suo entusiasmo obbliga il leader dei Sol Invictus a risalire per
ben due volte su di un palco, che a giudizio unanime, è stato
abbandonato
sempre troppo in fretta.
Tony Wakeford si è
dimostrato estremamente cordiale e disponibile e questo concerto ce lo
ha mostrato in gran forma. Un omone ricco di energia e voglia di dare e
speriamo che anche i “non addetti ai lavori” abbiano potuto essere
avvolti
dalla sua aura e che in qualche modo si siano sintonizzati,
perché,
davvero, ne valeva la pena.
M. Rot
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