INTERVIEW WITH ONIROT, SUMMER 2003
In un mondo dove domina il cosmopolitismo, dove si sente spesso dire "io sono a casa in ogni paese", "la mia patria è il mondo", stupisce la presenza di artisti che mostrano genuina coscienza dell'origine "etnico-geografica" della propria opera. Il sentirsi indissolubilmente legati alla propria terra, alla propria città, non è sentimento così comune oggi. Ma nessuno potrà negare che, anche solo a livello psicologico, le suggestioni del luogo natio influenzano il paesaggio interiore dell'uomo.
Onirot, seguendo le impervie strade dell'occultismo nella sua declinazione più satanica, ha riconosciuto nella propria città, Torino, il luogo in cui ricercare, attraverso un percorso iniziatico, la Verità. Che cosa sia la Verità, poi, Onirot, attraverso il suo linguaggio arcano ed esoterico, non ce lo dice. Ma chi, in fin dei conti, potrebbe? Importante, però, è la concezione della Verità come ricerca, come viaggio eterno - anzi: verso l'eterno. Importante riconoscere un luogo di manifestazione (in questo caso una città aristocratica che si avvicina all'ora più buia della sua storia nobile). Fondamentale cogliere le proiezioni-relazioni interiorità/esteriorità, macrocosmo/microcosmo.
Bello lo spunto allegorico: lo splendore e la caduta, l'origine (aristocratica) e la decadenza (borghese, industriale). In una città, come nel divenire storico. Ma, soprattutto, nell'animo umano.
E, ancora, le cupe suggestioni di un satanismo totalitario: gli infiniti volti del male che si confondono, si sovrappongono; ma che sono forse riconducibili a una matrice unica.
L'opera (al nero) sta nel dissolvere l'ingannevole trama del "reale" per recuperare il senso panico della vita, per onorare lo scellerato - perché immorale nella sua amoralità - fanciullo che vive nell'uomo.
Ma prima di tutto: il coraggio di indagare la totalità delle manifestazioni. Di camminare per la Torino sotterranea, poi di superficie, e (infine?) industriale. Di guardare con nostalgico disincanto alle case di campagna; e con distaccato rancore volgersi poi verso i quartieri del degrado industriale.
Rimane, aldilà delle riflessioni personali, il sincero tributo, tessuto con passione quasi commovente, alla propria città. A Torino.
 

1. Può tracciare una breve storia del Suo progetto musicale? Lei è coinvolto anche in altri progetti musicali e non?
Onirot non ha tempo e non vuole avere storia. Onirot è dentro di me fin dalle prime volte che ho cominciato a concepire il luogo in cui abitavo.
La sua nobile essenza, la sua tradizione custodita gelosamente, quasi invisibile, anzi visibile ai soli iniziati.
Onirot è il mio canto del cigno per questa città che ha perso la concezione di essere affascinante, ma che racconta ancora le sue gesta attraverso gelidi occhi. Quelli dell'angelo caduto e pensante sotto l'albero della luce. Quale città poteva scegliere se non la discreta, aristocratica Torino!
Ora Le rispondo alla seconda domanda.
Principalmente la mia attiva musicale si concentra e sviluppa con i TRONUS ABYSS, band apocalyptic folk, incentrata musicalmente sul recupero di tradizioni magiche ario/ancestrali.
Inoltre probabilmente a inizio del prossimo anno partirà un progetto con i camerata Void of Silence, che avrà il nome probabilmente di SONNE-MANN.
Il progetto sarà molto interessante, e si svilupperà tra il folk ed il dark ambient in una chiave tutta nuova.
Infine a febbraio andrà in porto un progetto in DVD, dal titolo "Case ed Ombre".
Il progetto CASE ed OMBRE vuole essere un racconto, una testimonianza in immagini e musica, del lento e progressivo abbandono dell'uomo, nato e vissuto nelle aperte campagne, verso la severa e cupa città industrializzata. Inesorabile annichilimento dello spirito e della tradizione rurale.
Oggi, quei casolari sono l'affascinante epitaffio di bellissimi ricordi, ormai abbandonati al trascorrere e divenire del tempo.
Oggi, osservarli non può fare altro che fare affiorare in noi una sensazione di puro solo DARK AMBIENT.

2. Se non sbaglio le prime due produzioni di Onirot fanno parte di una trilogia. Può spiegare il concetto che regge la tripartizione di questo primo ciclo?
In realtà non è una tripartizione, ma solo un raffrontarsi inesorabile con la realtà della città che ho voluto sviluppare per ora in tre capitoli.
Torino sotterranea, Torino in superficie, Torino industrializzata.
Il primo cdr, Ritualis l’ho voluto limitare ad 88 copie per 88 dei.
Si tratta di un cdr split con Mord, il quale apre le danze preparatorie al primo mistero del V.I.T.R.I.O.L. che si svilupperà in chiave esoterica di matrice alchemica in Grande Madre, solvendo e coagulando la soluzione salina.
Il preparato primordiale dal quale ebbe vita il Macantropo, il primo essere sulla terra secondo la tradizione indoeuropea.
Ritualis, è un vero e proprio rituale eseguito durante la nascita dell'ultimo Avatar.
E la testimonianza di una pergamena all'interno del cd, recante sopra simboli dell'ordine osirideo egizio tracciati con il sangue ne è un vero e proprio esempio di musica ritualistica.
Ritualis è la Torino Sotterranea.
Augusta Taurinorum è il secondo cd di Onirot.
Qui l'iniziato/enumenico, dopo avere attraversato le tenebre ora finalmente può scorgere la luce.
Il suo lungo peregrinare nella Torino sotterranea lo ha temprato, lo ha reso più saggio e pronto ad affrontare la Torino in superficie...
Qui decifrerà i nuovi messaggi per capire la Torino al di fuori.
Il terzo capitolo, in preparazione, "parlerà" dei luoghi della Torino industriale.
Vorrò attraversare con la mia musica la Torino più scura e degradata. Passerò per luoghi e quartieri a dir poco pessimi, osserverò i topi di fogna banchettare sulle anime perse dei tossici che si bucano sulle rive della Dora. Trarrò ispirazione dalla Torino più marcia per musicare la sordida apatia che sta dietro a questa Torino, molto poco magica, molto, troppo putrida.
Ma anche questo è molto affascinante.

3. Se non è una domanda personale, o pretenziosa visto che Le chiedo di spiegare a parole ciò che difficilmente l'oralità dispiega con completezza, può illustrare i concetti alla base di Onirot?
Il pensiero di Onirot è quello di continuare/sviluppare in maniera pura ciò che vuole essere la RETORICA del pensiero Dark Ambient. Senza cadere nell'eristica.
Onirot è un'arte magica/ritualistica concepita per esplorare la città nel suo divenire per essere.
Il rituale poggia la sua "scienza" su crismi e scismi ideologico/satanici, proprio per essere la Torino diabolica e non magica.
Quindi tutto il pensiero fortemente esoterico ed essoterico che vi sta dietro.
Dai giardini alchemici a Villa Genero, per espletare l'opera al verde; all'indicazione geomantica della Gran Madre sull'ubicazione del Graal secondo la tradizione catara.
La via è corso Francia, la direzione i Pirenei.
Ma prima ci risveglierà osservando la Torino dei trompe d'oeil, fatti per cullare, ingannare il "visitatore" in V.I.T.R.I.O.L, nella vera ricerca del suo IO superiore.
Onirot è l'essere che il non essere non è, negando la conseguenza del divenire.
Noi siamo solo LUCIFERO nella sua antitesi.
Gloria al MALE ed alle sue legioni di schiavi/zombi...

4. Il progetto è dedicato alla città di Torino. Che cosa La colpisce di questo luogo? Quali sono le sue peculiarità? È davvero, secondo Lei, una città magica? E per quali motivi?
La vera ragione perché Torino è considerata magica, è perché nel tardo medioevo fu l'unica città a dare asilo politico a tutti quei maghi e streghe che in qualche maniera temevano di essere perseguitati dalla chiesa e dalla sua santa inquisizione. Torino offriva loro un posto sicuro, e la ricca nobiltà della città garantiva interesse e soldi per questi personaggi.
Di qui città magica, città del diavolo ecc.
Ma c'è comunque qualche cosa di realmente diabolico a Torino.
Nato sull'eggregore di chi proprio l’ha sempre ritenuta città diabolica e magica per antonomasia.
Questo eggregore ha sviluppato una tale potenza da rendere Torino in alcuni suoi punti il vero cardine dell'occultismo e del puro sordido, non genuino male.
GURDATEVI DALL'AGNELLO, IL CAPRONE SARA' SOLO ESPIATORIO.
Chi ha orecchi per intendere intenda.

5. L'inversione del nome della città di Torino ha la stessa radice della parola "onirico", da óneiros, sogno. Quanto è importante per Lei la dimensione onirica? È veramente così distante dalla realtà?
Io sono un mago, un alchimista, uno stregone, un seguace del diavolo.
Ma prima di tutto sono un sognatore. Voglio essere l'uomo che sogna il suo destino ed è capace di intuirlo e modificarlo.
Io sono il fanciullo eternamente puro nella sua impurità, che conserva dentro di sé il mistero della vita.
Il marcio alberga in ognuno di noi. Io con la forza onirica del viaggio astrale posso depurarlo, cristallizzarlo e renderlo innocuo o addirittura puro.
Il mio sognare/magico Torino fa di me il primo abitante della città muta.
Io nella mia Torino/Onirot, mi proclamo Re della città muta e Onirica nel suo/mio delirio.

6. Cosa pensa della secolarizzazione a cui è sottoposta, da anni ormai, l'aristocratica Torino? È un processo necessario? O è possibile, in qualche modo, invertire questa (triste?) tendenza regressiva?
Penso che il capro sia stato sacrificato in nome dell'agnello dominatore, che ha fatto di Torino una città borghese e triste.
Penso anche però che la vera Torino, del vero torinese rimarrà eterna.
Zone come "La Crocetta", con le sue ville castello, non hanno tempo, sono immuni dalle falce di Cronos. Perché ne sono la residenza della casa del tempo. Quelle zone sono la proiezione astrale di un luogo al di fuori dello spazio e del tempo. Torino osservata con occhi senza volto, non racconta nulla più che una bella città un po' moderna un po' antica.
Ma Nietzsche stesso ci insegna ad osservarla con altri occhi.
Parla di luce, di strade grandi che danno sollievo all'anima, e poi osserva le montagne e ci sussurra che Torino è la città degli dei.
Le spire del Drago Rosso si muovono sotto Torino, il suo respiro sale alto in autunno, ed ogni Solstizio d'Inverno il suo silenzioso lamento è sempre meno silente per chi lo sa udire.
Io voglio credere che l'aristocratica Torino possa un giorno sacrificare finalmente l'animale giusto.
Magari un Toro al dio Mithra, o perché no, fuori dalle usanze, un Agnello!!!

7. Lei sembra rifarsi spesso al pensiero satanista e all'occultismo moderno. Cosa pensa realmente di queste dottrine? Risiede davvero lì la verità per la quale l'uomo tanto si affanna?
Dentro ognuno di noi esistono porte da aprire e messaggi da decifrare.
Queste porte e questi messaggi sono seppelliti nell'abisso del retaggio sbagliato che per duemila anni ci ha divorati.
La chiave d'accesso è sicuramente il satanismo, se inteso nella sua forma panica, perché esso è libero da ipocrisie morali e scevro da ogni forma morale e borghese di comportamento, ma soggetta al comportamentismo (behaviorismo). Perché a differenza del comportamento il comportamentismo sfugge ad ogni regola.
Fa ciò che vuoi è la sola via da percorrere.
Noi siamo stelle iperboree.
Fuori come dentro.
Il macrocosmo è li, osservabile, ma intangibile.
E questo fa sì che il mago, l'iniziato, la possa rapportare con il suo microcosmo. E capire attraverso la sublimazione della propria Maria Sottile Lunare, che cosa è l'astrale, e farsi guidare in esso dal messaggio VERITA' del proprio Angelo Demone custode.
Perché ciò che è sotto è anche sopra, ciò che è dentro è anche fuori.
Ma la verità è una sola, come ci insegna Platone, ed il sofismo anche in magia porta solo a tante mezze verità, che poi non porteranno mai da nessuna parte.
La verità è dentro di lei. E' non è la sua verità, ma deve volere essere la VERITA’ nel suo totalitarismo.
La VERITA’, l'alétheia, non ammette trucchi o bari. Non ammette sofismi.
La VERITA’ ammette solo la SOPHIA.
La VERITA’ vuole essere il lungo peregrinare verso l'eterno.

8. Come è stata accolta la Sua opera dai Suoi concittadini? Ha avuto qualche apprezzamento particolare?
Dalla massa non saprei e non ho modo di saperlo.
Dagli abitanti veri, direi molto bene.
Ho ricevuto molte lettere di complimenti ed addirittura un servizio sul quotidiano torinese La Stampa.
Questo per fare vedere che Torino non è solo Sub Sonica e compagnia borghese, ma c'è anche un'altra Torino... musicale...

9. Quali sono i Suoi progetti futuri?
Celebrare le feste pagane ed andare avanti come ho sempre fatto.
Io sono il discendente dell'Avvoltoio incarnato da due in uno.

10. L'intervista è finita. Vuole aggiungere altro?
Grazie per l'intervista.
Lei è una persona squisita.
Dimenticavo.
A breve sarà scaricabile gratis in rete un pezzo nuovo di oltre nove minuti.
Saturn Frog, questo è il titolo. Il pezzo è davvero eccezionale.
Scaricatelo.

Ricordiamo che Onirot è distribuito da Old Europa Cafe e Masterpiece Distribution.

interview by E. Dellanotte